Cos’è il marketing virale

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viral marketing

Chiunque abbia un minimo di dimestichezza con il mondo social, ha sentito parlare di marketing virale. Di cosa si tratta? Quali sono le sue regole? Nelle prossime righe, cercheremo di dare assieme una risposta a questa domanda, con consigli che speriamo possano esserti utili se stai pensando di iniziare a promuovere la tua attività professionale o la tua impresa.

Marketing virale: di cosa si tratta?

Il marketing virale – che non deve in alcun modo essere sovrapposto al growth hacking per quel che concerne il significato – è un insieme di azioni di marketing finalizzate a diffondere un messaggio in maniera esponenziale. Semplificando molto, si può parlare di viral marketing come dell’evoluzione del classico passaparola.

La differenza tra i due approcci è sostanziale: nel caso del viral marketing, infatti, alle spalle c’è una pianificazione ben precisa. Iniziamo a dire che, per avere successo con una campagna di marketing virale, non è sufficiente avere in mano l’idea creativa del secolo.

Essenziale è lavorare prima di tutto sul target e sulla scelta dei canali. Anche se la definizione di marketing virale è diventata popolare grazie ai social, è bene specificare che, per dare corpo alle campagne, si può ricorrere anche a mezzi tradizionali.

Tra questi è possibile citare gli striscioni pubblicitari – se stai cercando un fornitore serio per acquistarli, su www.pgteam.eu puoi trovare degli ottimi punti di riferimento – ma anche gli spazi di advertising sulla carta stampata o i messaggi sugli schermi presenti presso infrastrutture come le stazioni.

I principi del marketing virale

Soprattutto negli ultimi dieci anni, sono stati scritti fiumi di parole sulla carta e online sul marketing virale. Per capire bene con che cosa si ha a che fare, può rivelarsi molto utile chiamare in causa i principi stilati da Jonah Berger nel suo libro Contagio. Ecco quali sono:

  1. Social Currency: in questo caso, si prende in considerazione un principio secondo il quale, per dare corpo a una campagna di viral marketing efficace, è necessario essere capaci di impressionare il proprio target condividendo qualcosa di speciale in anteprima.
  2. Triggers: con questo termine, si intendono gli stimoli in grado di richiamare alla mente del pubblico il nome di un determinato brand.
  3. Emotion: l’emozione ritorna spesso quando si parla di marketing efficace, virale e non solo. Nel primo caso, secondo Berger, è meglio mettere in campo emozioni il più possibile estreme.
  4. Public: con questa parola, si inquadra un messaggio non solo visibile al maggior numero possibile di persone, ma anche facile da condividere.
  5. Practical value: questo punto è chiarissimo e mette in primo piano il valore pratico del contenuto proposto.
  6. Stories: concludiamo in bellezza chiamando in causa l’atto del narrare, insito nella natura umana da sempre e fondamentale per spiegare concetti che, con discorsi tecnici, sarebbero difficili da trasferire.

Altri consigli

Si potrebbe andare avanti ancora molto a parlare di fondamenti del viral marketing. In questo novero rientra anche la consapevolezza del fatto che nessun contenuto nasce virale. Diventa tale scegliendo i canali giusti, un messaggio capace di essere ricordato nel tempo – le migliori campagne di viral marketing travalicano le mode e rimangono nella mente per anni e anni – e stanziando un budget adeguato e opportunamente distribuito.

Esempi efficaci di marketing virale

Concludiamo chiamando in causa alcuni esempi di campagne marketing virale di successo. Tra le più interessanti degli ultimi anni è possibile citare la campagna mirata alla fidelizzazione del target di Always, brand di Procter & Gamble che si occupa della vendita di prodotti di igiene intima femminile e che ha conquistato il favore degli utenti web con un video emozionale dedicato ad alcune bambine.

Rimanendo in Italia, è impossibile non citare lo spot delle merendine Buondì con l’asteroide che, nato con l’intenzione di rompere i canoni delle pubblicità dedicate alla famiglia, ha generato una eco inimmaginabile, come dimostrano i numerosi meme social nati a seguito della sua messa in onda.