PERSONAGGI
ILLUSTRI DI SICILIA
La Sicilia può esser considerata meritatamente una
patria della cultura e della civiltà visto che l’isola
ha dato i natali a degli scultori, poeti, filosofi, santi
e scrittori dalla fama indiscussa.
Ogni provincia ha i suoi cittadini illustri degni di lode
ed ottimi esempi di impegno culturale e civile.
La provincia di Palermo, per esempio, diede i natali a Vittorio
Emanuele Orlando (1860-1952), professore universitario
di diritto, ritenuto il fondatore della moderna scuola italiana
di diritto pubblico, Presidente della Camera nel 1919, deputato
della Costituente, ed a grandi artisti del barocco come
Pietro Novelli detto il monrealese (1603-1647), pittore
ed incisore, creatore delle opere “Giuditta ed Oloferne”,
“Susanna al bagno” e “L’Annunciazione”.
In provincia di Agrigento nacquero personalità illustri
del calibro dello scrittore e commediografo Luigi
Pirandello e dello Statista Francesco Crispi
(Ribera 1818, Napoli 1901), laureato in legge, uno dei sostenitori
di Garibaldi e della sua Spedizione dei Mille; esiliato
in Piemonte, si dedicò al giornalismo; durante il
Parlamento Italiano del 1861 fu deputato e, alla caduta
della destra, divenne Presidente della Camera; nel 1887
divenne Presidente del Consiglio.
Catania è la patria, ad esempio, di Giovanni
Verga e di famosi attori come Angelo Musco.
Antandro
di Siracusa
Fratello di Agatocle, ufficiale sostenitore della democrazia
contro gli oligarchi e successivamente tiranno di Siracusa.
Scrisse della vita del tiranno ed ebbe anche un attivo ruolo
politico e militare; nel 320 avanti Cristo, infatti, condusse
una guerra contro i Bruzii e sostituì il fratello al
potere a Siracusa durante la sua spedizione navale in Africa
(310) contro i Cartaginesi e che fruttò al tiranno
il totale dominio sulla Sicilia orientale. La difesa del fluire
delle merci tra le sponde marittime fu la causa principe di
tale guerra.
Archestrato
di Gela
Poeta, tra le sue opere si ricorda “Hadypatheia”,
“Consigli” e “Gran Vita”, lavorò
soprattutto nel IV secolo avanti Cristo. Gli studiosi del
tempo lo definiscono come il creatore di un nuovo pensiero
che successivamente sarà definito epicureano.
Viene definito come di buona compagnia e grande conoscitore
della gastronomia.
Archimede
di Siracusa
Fisico e filosofo nato a Siracusa nel 287, è da ricordare
anche come uno dei più grandi matematici dell'antichità.
Figlio dell'astronomo Fidia, probabilmente studiò ad
Alessandria d'Egitto dove conobbe Conone di Samo, Dositeo
di Pelusio, Eratostene di Cirene, e fu allievo di Euclide.
Tra le sue opere si ricordano “Della sfera e il cilindro”,
”Misura del circolo”, “Conoidi e sferoidi”,
“Le spirali”, “Sull'equilibrio dei piani”.
Le opere citate e numerose altre furono tradotte in latino
nel medioevo e studiate nel Rinascimento. Va ricordarlo anche
per il suo notevole contributo alla filosofia ellenica, insieme
ai colleghi della scuola di Alessandria del III secolo avanti
Cristo. Morì a Siracusa nel 212 avanti Cristo durante
l'assedio romano guidato da Marcello, a causa della rottura
dell'alleanza tra Siracusa e Roma.
Vincenzo
Bellini
Uno dei compositori più importanti del diciannovesimo
secolo nato a Catania nel 1801 e morto nel 1835, dalla notevole
influenza non limitata all'opera, lo si ricorda soprattutto
per le sue opere popolari, per le sue composizioni strumentali
ed il suo “Oboe Concerto”.
Da considerarsi un bambino prodigio visto che iniziò
a studiare pianoforte all’età di tre anni, le
leggende sul suo conto sono molteplici.
Tra le sue opere si ricordano "Il Pirata", "la
I Capuletti il ed I Montecchi", "La Sonnambula";
tra le sue opere più drammatiche si ricordano "La
Norma" (con un ruolo da soprano davvero difficoltoso)
e i “Puritani”.
Nicolò Buttafoco
Pittore, nato tra il terzo e il quarto decennio del XVI secolo,
fu attivo a Burgio, a Cammarata e ad Agrigento.
La sua città d'origine si evince, oltre che dalla firma
del S. Diego d'Agrigento (Magister Nicolaus Buttafoco julianensis
1592), anche da alcuni atti notarili. Allo stato attuale il
catalogo delle sue opere pittoriche risulta esiguo e comprendente
il citato “San Diego d’Alcalà” (1592)
presente nella chiesa di S. Nicola d’Agrigento, e “L'estasiano”
di San Paolo (1598) presente nella chiesa madre di Cammarata.
Marchese gli attribuisce anche la pala d'altare della chiesa
di Santa Domenica, sempre a Cammarata, raffigurante la Trinità
con la Madonna. il Battista e i Santi Benedetto e Domenica.
Napoleone Colajanni
E’ tra i fondatori del Pri, nasce a Enna nel 1847 e
muore nel 1921. Attratto da Garibaldi e dalle sue imprese,
tenta di raggiungerlo a Palermo ma viene ricondotto a casa
con la forza. Nel 1862 riesce ad arruolarsi nel battaglione
garibaldino Matteotti. Nel 1869 è arrestato per cospirazione
repubblicana. Riesce a laurearsi in medicina. Nel 1890 diventa
per la prima volta deputato parlamentare. Si distingue per
alcune imprese come l'inchiesta parlamentare sull'Eritrea
(1891) e la denuncia degli imbrogli della Banca Romana (1892).
Colajanni fu il capo morale e politico dei Fasci dei lavoratori
siciliani. Va ricordato anche come professore di statistica
nelle università di Palermo e Napoli e come fondatore
e direttore de “La rivista popolare”.
Corace di Siracusa
Nasce e vive in questa città siciliana nel V secolo
avanti Cristo. E’ da annoverarsi tra i fondatori della
Scuola Siciliana di Retorica.
Si hanno sue notizie grazie a delle fonti “illustri”:
per Aristotele Corace e Tisia hanno scritto un manuale di
retorica.
Si pensa che i due si fecero notare nella scena politica del
tempo grazie a dei disordini sociali in cui testarono le proprie
tesi indirizzando la furia popolare ad Agrigento- contro il
tiranno Trasideo, nel 472 avanti Cristo e a Siracusa contro
Trasibulo nel 466.
Federico
De Maria
Palermitano d’origine, già da bambino dimostra
il suo talento recitando poesie in occasione di un saggio
scolastico. Ottenuto come regalo un teatrino dotato di marionette
ed un corredo di scenari, prepara spettacoli dei quali scriveva
i soggetti. A soli 14 anni scrive “La Leggenda del Giamma”
ambientato in India, e favorevolmente giudicato da molti critici.
A diciotto anni inizia la sua carriera di conferenziere, carriera
straordinaria che avrà fine alla vigilia della sua
morte, cioè il 1° aprile 1954, in seguito ad un
infarto. La sua prima conferenza celebrava il centenario di
Victor Hugo. Nel 1903 pubblica la sua prima raccolta di versi,
“Voci, Poema della Natura”. Il 1905 pubblica un
manifesto con cui annunzia la prossima uscita di un giornale
letterario-scientifico, "La Fronda". Questo manifesto
precorre quello del futurismo di Marinetti. Nel 1905 pubblica
la seconda raccolta di poesie, “Canzoni Rosse”.
Nel 1907 pubblica “Interludio Classico”, in cui
dimostra di saper padroneggiare la metrica tradizionale, anche
se non è quello il suo naturale linguaggio poetico.
Acceso nazionalista e colonialista, nel 1910 si reca in Libia
dove i turchi lo credono una spia italiana e rischia così
d’essere fucilato e deve fuggire; l'anno seguente è
al seguito della spedizione italiana, come corrispondente
di guerra del Resto del Carlino.
Dicearco
di Messina
Filosofo che visse tra il 350 e il 290 avanti Cristo e discepolo
di Aristotele, il suo pensiero si avvicina a quello della
scuola peripatetica. Delle sue opere ci restano pochi frammenti
come quelli di “Anima”, “Mantica”,
“Vita pratica” ed alcuni saggi come “Tripolitico”,
“Su Alceus”.
La sua opera “Vita della Grecia” è probabilmente
la prima storia della cultura greca orientata a rivalutare
il progresso storico. Essa comincia dall’Età
di Crono.
Un’altra sua opera importante è “L’itinerario
intorno alla Terra”, un’opera geografica che per
la prima volta mostra una specie di suddivisione topografica
basata su meridiani e paralleli.
Dionisio
di Siracusa
Dionisio padre (432-367 a.C.) e Dionisio figlio si sono succeduti
tra il quinto ed il quarto secolo avanti Cristo come tiranni
di Siracusa.
Del padre si sa che fu anche scrittore di tragedie, commedie
e opere storiche mentre il figlio fu anche un filosofo e scrisse
delle epistole ed il componimento in versi “Epicarpo”.
Dionisio il Vecchio permise a Siracusa di raggiungere un nuovo
periodo di splendore. Combattè Cartagine e gli Etruschi
ed instaurò solide relazioni commerciali con i Romani.
Nonostante il suo pessimo carattere, va ricordato come esempio
perché trasformò la sua corte in un ritrovo
di dotti e artisti. Alla sua morte salì al potere Dionisio
il Giovane che ebbe un regno difficile e pieno di contrasti.
Empedocle
di Agrigento
Filosofo nato nel 492, si professò anche profeta, taumaturgo
e medico, é ritenuto il fondatore della scuola medica
siciliana, allievo di Pitagora ed uomo dalle notevoli doti
di poeta e fisico.
Apparteneva ad una nobile famiglia, partecipò al governo
della città come esponente democratico quando il tiranno
Terone fu allontanato dalla città nel 472. Decise di
abolire l’Assemblea dei Mille, organo per i ricchi e
i democratici.
Empedocle restò fedele a se stesso e alla sua visione
della realtà dei quattro elementi dell’acqua,
dell’aria, del fuoco e della terra. Fu il primo a formulare
questa teoria. Il suo sepolcro si troverebbe nei pressi di
Megera Iblea.
Innocenzo
Liuzzi
Nato nel 1799 e morto nel 1867, medico omeopata palermitano,
fu uno dei pionieri italiani della scienza di Hahnemann. Praticò
anche l'Allopatia. A Roma affronta il colera del 1837, prima
epidemia comparsa in Italia. Il Liuzzi partecipò al
discorso medico del tempo, basato sull'opposizione contagioso-epidemico,
optando per la tesi contagiosa del colera, e ciò ancor
prima che venisse individuato da Robert Koch, il yibrio chalerae,
o bacillo virgola.
Antonino
Ferraro
Stuccatore, nato nel 1523 e morto nel 1609, è il capostipite
di una famiglia di artisti artigiani che introdusse in Sicilia
la decorazione plastico-pittorica di matrice manieristica.
La sua attività si svolse nella Sicilia occidentale
e dal 1574 a Castelvetrano dove fu chiamato dal principe Carlo
d'Aragona e Tagliavia per decorare la cappella-mausoleo nella
chiesa di San Domenico. La sua formazione si sviluppa a Palermo.
nella cerchia dei Gagini (Vincenzo, Fazio) e del pittore Orazio
Alfani.
Nel 1553 eseguì, insieme a Giuseppe Spadafora, l'acquasantiera
in marmo a forma di baldacchino presente nella Cattedrale
di Palermo.
Filemone
di Siracusa
Filemone, padre e figlio, sono due poeti comici vissuti a
Siracusa nel IV e III secolo avanti Cristo. Il padre scrisse
quasi 100 commedie delle quali sono state trovate molti frammenti.Tra
esse si ricordano “Siciliano”, “L'uomo stravagante”,
“ Intromettersi”, “L'inseguitore”,
“Morire insieme”, “Il tesoro”, “La
donna di Corinto”, “Fratelli”, “Il
fantasma”, “La vedova”, “La mendicante”.
Rivale in campo letterario di Menandro, ottenne una notevole
fama in vita.
Quasi nulla si sa del figlio di Filemone, tranne che esercitò
la stessa arte del padre.
Filisto
Storico, uomo d'affari e facoltoso commerciante, forse di
nobile famiglia siracusana, nasce nel 430 avanti Cristo circa.
In politica appoggiò Dionisio il vecchio ma il tiranno
lo esiliò nel 386 avanti Cristo. Sotto Dionigi II,
al rientro dall’esilio, ottenne l’incarico di
governatore dell'acropoli di Siracusa. Due anni dopo lo storico
muore.
Filisteo fu uno sfortunato uomo d'armi ma storico lodevole.
Da alcune fonti sappiamo che la sua opera storica era costituita
principalmente da “Storia della Sicilia”. L’opera
termina con gli avvenimenti del 406 avanti Cristo, per poi
continuare con la “Storia di Dionigi”, dedicati
alla vita politica del tiranno.
La sua opera, apertamente a favore dei tiranni, fu ammirata
per il suo valore, ma osteggiata dagli storici favorevoli
a forme di governo diverse.
Gerlando
Marsiglia
Nato nel 1793 e morto nel 1850, cittadino illustre di Giuliana
(Pa) è un pittore che frequenta la bottega di Giuseppe
Pataria a Palermo e la Reale Galleria Borbonica di Napoli.
In questa prima fase si esercita nelle copie dall'antico e
con la natura morta e la ritrattistica. Da Napoli, nel 1824
si trasferisce negli Stati Uniti per inserirsi negli ambienti
artistici ed intellettuali di New York. In questa città
egli apre una Galleria d'arte in un palazzo di Broadway, commerciando
dipinti e dedicandosi alla ritrattistica. “Ritratto
del Maggiore Popham”; “Ritratto di Elisa Tuttle”;
“Autoritratto” sono delle sue opere oggi conservate
presso la National Gallery of Design. Sepolto nel Calvary
Cemetery, la sua città natale conserva,. nella Chiesa
Madre, la sua pala d'altare dell'Assunzione della Vergine.
del 1815.
Giovanni
Pacini
Nato a Catania nel 1796- e morto a Pescia nel 1867, studiò
canto e a soli 17 anni esordisce come operista con la farsa
“Annetta e Lucindo” (Milano, 1813).
A Viareggio fonda una scuola di musica che nel 1865 fu trasferita
a Lucca.
I suoi melodrammi, fra cui “Furio Camillo” del
1839 e “Saffo” del 1840, erano rappresentati ogni
anno nei maggiori teatri italiani e stranieri.
Amico di Rossin, lavorò come critico musicale a varie
riviste.
Raffaele
Poidomani, nasce a Modica il 13 Settembre 1912. Consegue
la maturità classica e si laurea in legge nel 1939,
anno in cui pubblica la sua prima raccolta di versi ,"Io,
pellegrino di sogni". Si occupa anche di giornalismo
di denuncia di problemi sociali e politici. Nel dopoguerra
sviluppa la sua passione per il giornalismo. Proprio la sua
collaborazione con “L'Umanità” segna il
suo esordio nella narrativa: sul quotidiano esce a puntate,
nel 1949, il racconto "Fossili". La sua consacrazione
come scrittore la ottiene grazie a "Carrube E cavalieri"
del 1954. Nel 1960 pubblica "Catania giorno e notte",
nel 1964 due raccolte di versi, "Filopoetica" e
"Novembrina litterarura". e nel 1966 il volume di
indagine storica su "La peste a Modica nel 1626".
Un altro successo letterario è "Tempo di scirocco"
del 1971. Muore a Modica il 14 Marzo 1979.
Mario
Rapisarda (Rapisardi)
Poeta, professore di letteratura italiana all’Università
di Catania, la sua opera mostra concezioni filosofiche, politiche
e sociali razionaliste. Compose liriche, poemi filosofici
come “Palingenesi” sull’accordo fra fede
e progresso, “Lucifero” sulla ribellione religiosa
ispirato dalla crisi di ateismo che colse il poeta e dalle
influenze di altri scrittori come Milton, “Giobbe”,
“Atlantide” di ispirazione socialista. Scrisse
anche Epigrammi e fu traduttore di Lucrezio, Catullo, Orazio
e Shelley.
Nato a Catania nel 1844, amante della letteratura e della
storia, suonava il violino e coltivava la pittura. Lettore
di Alfieri, Monti, Foscolo, Leopardi e di vari autori risorgimentali,
amava molto anche lo studio dei classici greci e latini. Tra
le sue opere giovanili si ricordano un Inno di guerra, agl'italiani
e l'incompiuto poemetto Dione.
Nel 1868 pubblica il suo primo poema, La Palingenesi, dove
condanna la corruzione del clero e difende l'azione moralizzatrice
di Lutero.
Nel 1872 sono pubblicati i versi “Le Ricordanze”
dalla vena intimista. Nel 1875 ottenne la nomina a professore
straordinario di Letteratura italiana e l'incarico di Letteratura
latina all'Università di Catania grazie ad uno studio
critico su Catullo.
Insignito del titolo di Cavaliere della Corona d’Italia
e nominato professore ordinario di Letteratura italiana e
latina dal ministro della Pubblica Istruzione De Sanctis,
instaura una polemica con il Carducci al quale aveva inviato
una copia del Lucifero e che si rende conto d'essere oggetto
di caricatura in alcuni versi dell'XI canto.
Separatosi dalla prima moglie che aveva stretto un legame
con Verga, nell'85 si sposa con Amelia Poniatowski.
Muore nel 1912 a Catania. La sua città tenne il lutto
per tre giorni. Nonostante questo, a causa del veto delle
autorità ecclesiastiche, la sua salma rimase insepolta
per quasi dieci anni in un magazzino del cimitero comunale.
Don luigi Sturzo
Nato nel 1871 e morto nel 1959, ricoprì vari ruoli
come quello del politico, sociologo, sacerdote, insegnante
in seminario, sindaco della sua Caltagirone (Ct). A Caltagirone
fonda un comitato diocesano delle associazioni di operai,
di agricoltori e di studenti, una cassa rurale e una società
di mutuo soccorso per artigiani, dando ad essi voce con il
giornale da lui fondato e diretto, “La Voce di Costantino”.
Laureato in filosofia e teologia, nel 1919 fondò il
Partito Popolare del quale fu segretario fino al 1923. Contrario
al fascismo, fu esule a Londra e negli Stati Uniti. Ritorna
in Italia nel 1946 e riprende la sua battaglia per la libertà
attraverso i giornali.
Nel 1952 ottiene la nomina di senatore a vita.
La sua opera si basa su una seria conoscenza economica giuridica
e rara conoscenza dell’amministrazione burocratica dello
stato liberale.
Teocrito di Siracusa
Non si hanno notizie biografiche certe del poeta: si sa che
visse tra il IV e III secolo avanti Cristo, ma non si conoscono
il luogo e la data di morte.
Si sa che da giovane visse a Cose che entrò nel gruppo
dei poeti di Fileta.
Tra le sue opere si ricorda “Le càriti”
dedicata a Gerone II e del 275.
Un suo mecenate fu Tolomeo II, il sovrano d’Egitto.
E’ da considerare un vero erede del genere bucolico
creato da Stesicoro.
E’ da ricordare anche come scrittore di versi amorosi.
Scrisse inni, elegie, liriche ed epigrammi.
Come metro usa l’esametro epico, esprime aspetti tradizionali
dell’arte e della cultura siciliana.
Si dedica anche alla tematica mitologica.
Timeo
di Taormina
Figlio di Andromarco, nato nel 358 avanti Cristo e morto quasi
centenario, va ricordato come un buon storico. Fu esiliato
dal Tiranno Agotocle e per qualche tempo visse ad Agrigento
prima di concludere il suo esilio ad Atene.
La sua opera principale è “Storia siciliana”.
Una delle accuse principali che i suoi avversari gli fanno
va contro la sua affermazione che la schiavitù in Grecia
era poco praticata e che si prestava come schiavo lo faceva
volontariamente.
Si dimostra moderno nell’utilizzo di fonti documentarie
e nelle descrizioni etnografiche dei protagonisti delle sue
opere.
Per primo usò le date delle Olimpiadi Greche come punti
di riferimento per gli eventi storici.
Tisia
di Siracusa
Insieme a Corace e Gorgia, è considerato il rappresentante
della Scuola Siciliana, la fonte delle norme che regolano
la retorica.
Nato a Siracusa nel 480 avanti Cristo, logografico di professione,
di lui parlano Platone e Cicerone
La sua opera comprende un manuale di retorica e delle orazioni
giudiziarie.
Giuseppe Tomasini
Nato nel 1821 e morto nel 1873), palermitano, poeta, avvocato,
consigliere comunale e provinciale della sua città,
ebbe contatti con la scuola poetica sambucese, che faceva
capo al medico umanista Vincenzo Navarro. Il Tomasini vi pubblicò
poesie poi raccolte nel volume “Fiori poetici”
del 1865. Tra le altre sue poesie si ricordano “A mio
padre” e “Sulla corte di Federico Il di Svevia”,
“Sulla potenza del pensiero”.
Mauro
Tumminelli
Nato nel 1778 e morto nel 1852, giureconsulto, patriota, studioso
e letterato d’origine nissena, completa i suoi studi
tra Palermo e Catania. Palermo gli affida la propria difesa
durante la causa per la reintegrazione al Sacro Demanio. In
quell’occasione sostiene l’abolizione della feudalità
siciliana, evento successivamente sancito dalla legge del
1812. Lo stesso anno rappresenta la sua città natale
al Parlamento Siciliano. Riconoscendo la necessità
di riformare l’ordinamento amministrativo e giuridico
dell’isola, presentò al Parlamento un progetto
sulla necessità di dividere l'isola in 7 valli o province.
Il progetto servì come base alla circoscrizione amministrativa
della Sicilia decretata con la legge 16 aprile 1819. Propone
anche di designare Caltanissetta come capoluogo di provincia
e sede di un tribunale, ed anche questa proposta è
accettata nel 1819. Ha rivestito importanti incarichi giuridici
come membro della Gran Corte Civile di Palermo, della Corte
Suprema di Giustizia, Avvocato Generale della Corte dei Conti
e agente del Contenzioso nel 1836.
San
LeoLuca da Corleone
E’ festeggiato il 1 marzo. Nasce a Corleone, tra gli
anni 815-818, e dai genitori è chiamato Leone. Cresciuto
in una ricca famiglia, rimasto orfano da giovane, invece di
dedicarsi a gestire il suo patrimonio, vendette tutti i suoi
averi per distribuire il ricavato ai poveri. Quindi lasciò
la sua città e si ritirò nel monastero Basiliano
di San Filippo d'Agira, in provincia di Enna per dedicarsi
alla vita eremitica.
Giacomo
Santoro
Pittore d’origine palermitana meglio noto con il nome
di Jacopo Siculo, è vissuto dal 1490 al 1544. Le sue
origini si ricavano dal suo testamento. Il suo percorso artistico
è di tipo romano-raffaelesco.
Tra le sue opere si ricordano la pala d’altare del battesimo
di Gesù presente nella Chiesa di San Giovanni ad Aspra
e la decorazione della Cappella dell’Assunta del duomo
di Spoleto. |