I rifiuti pericolosi costituiscono un tema molto dibattuto, non soltanto a livello sociale, ma anche dal punto di vista legislativo. Da qualche tempo si fa molta attenzione a tutto il processo che riguarda la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei vari rifiuti considerati a rischio. Ma che cosa stabilisce la legge riguardo i rifiuti pericolosi?

Qual è la corretta raccolta differenziata che comprende al suo interno anche lo smaltimento di questo tipo di rifiuti? Cerchiamo di rispondere a tutte queste domande, per chi ha bisogno di orientarsi al meglio fra le normative e l’atto concreto di liberarsi di questi “rifiuti speciali”.

Quali sono i rifiuti pericolosi

Il decreto legislativo 192 del 2006 pone l’attenzione sul concetto di rifiuto come oggetto di cui qualcuno ha intenzione di disfarsi, anche a livello di obbligo. Viene distinta una specifica classificazione, a seconda delle classi di pericolo. Lo smaltimento rifiuti pericolosi Palermo o in qualsiasi altra città italiana deve sempre obbedire a delle regole ben determinate, proprio a seconda della categoria di pericolo che sta a rappresentare.

Tra i rifiuti pericolosi rientrano gli scarti della lavorazione industriale, quelli che derivano dalla raffinazione del petrolio o dai processi chimici in generale. Rientrano nella categoria anche i solventi e gli oli esauriti.

Alcuni rifiuti di origine civile ritenuti pericolosi sono, ad esempio, le pile esaurite e i medicinali scaduti. Esistono anche dei rifiuti pericolosi che derivano dall’agricoltura. Oltre agli oli esauriti e alle componenti delle macchine utilizzate per la coltivazione dei campi e per i lavori agricoli in generale, dobbiamo ricordare i fitofarmaci che non si possono utilizzare i farmaci scaduti che vengono utilizzati ad impiego zootecnico.

Il problema dell’abbandono dei rifiuti pericolosi

Le norme di legge stabiliscono che è vietato l’abbandono di qualsiasi tipo di rifiuto. Allo stesso tempo la normativa diventa più stringente per quanto riguarda gli stessi rifiuti pericolosi. Questi ultimi infatti possono avere ripercussioni anche sull’ambiente e sulla qualità di vita.

Facciamo riferimento a livello normativo al Testo unico ambientale e al dl 205 del 2010. Queste leggi stabiliscono delle sanzioni pecuniarie da 300 a 3.000 euro per chi abbandona rifiuti. La sanzione è raddoppiata nel caso di abbandono di rifiuti pericolosi.

Nonostante la rigidità delle norme, il problema comunque permane, perché, per accertare la violazione, sono necessarie intense attività investigative.

Come smaltire i rifiuti pericolosi: la gestione

Il dl 152 del 2006 stabilisce quali sono le regole da seguire per gestire, anche ai fini dello smaltimento, o per semplice conservazione, i cosiddetti rifiuti pericolosi. Innanzitutto occorre tenere traccia di tutto in un apposito registro, indicando la quantità e il tipo di rifiuto.

I registri devono poter essere consultabili dalle autorità. Per quanto riguarda lo smaltimento vero e proprio, le procedure variano a seconda della tipologia. Facciamo qualche esempio concreto per rendercene conto.

Alcuni materiali possono essere sottoposti a dei processi fisici e chimici, i rifiuti solidi possono essere raccolti in una discarica apposita oppure i solventi possono essere recuperati o rigenerati.

La legge stabilisce anche come si deve agire per lo stoccaggio dei rifiuti pericolosi. Quando essi si trovano depositati temporaneamente nel sito di produzione, i responsabili si devono accertare che le varie tipologie rimangano separate. Inoltre devono prendere i corretti provvedimenti, in modo che questi rifiuti speciali non determinino alcuna forma di inquinamento. Vengono anche etichettati in fase di stoccaggio, trasporto e smaltimento.