Gli
Attori Siciliani
La rappresentazione ha ragione d'esistere solo grazie ad un
trittico inscindibile, il teatro, il genio creativo degli
scrittori e la bravura degli attori, elementi fortunatamente
presenti in Sicilia.
Il teatro siciliano vanta di scrittori ed attori illustri
che hanno contribuito a dare alla Sicilia una connotazione
culturalmente valida.
Tra le prime compagnie stabili del teatro si ricorda la "Compagnia
Drammatica Dialettale Siciliana" fondata nel 1903 e che
ebbe due riformulazioni, nel 1904 e nel 1907.
Tra gli artisti teatrali e cinematografici siciliani si ricordano,
tra gli altri, Saro Urzì, Turi Pandolfini, Nino Zuccarello,
Tommaso Marcellini, Oreste Bilancia, Totò Majorana, Franco
Corsaro, Marinella Ragaglia, Mimì Aguglia.
Michele
Abruzzo, originario di Sciacca (Ag), inizia la sua carriera
alla Guitteria e poi con Giovanni Grasso che lo scrittura
come primo attore a soli 18 anni. Anche se inizia la sua carriera
interpretando ruoli tragici, si rende presto conto della sua
predisposizione ad esser capocomico. Va ricordato come un
amante della commedia brillante e sentimentale, abile rappresentante
dei personaggi di Pirandello, attore misurato ed abile ed
uno dei fondatori dell'Ente Teatro Sicilia, le fondamenta
del Teatro Stabile di Catania.
Rosina
Anselmi, (1880-1965), catanese e membro di una famiglia
d'arte, inizia la sua carriera presso il Teatro Sancarlino
e fa parte del Teatro Machiavelli. Fa parte anche delle compagnie
teatrali di Nino Martoglio, Giovanni ed Angelo Grasso. Attrice
dallo sguardo della "popolana" pettegola, trova la sua collocazione
teatrale ideale a fianco di Angelo Musco del quale diventa
la perfetta antagonista. Alla morte del celebre attore, Rosina
riunisce i membri della antica Compagnia ed insieme a Giovanni
Grasso junior e Turi Pandolfini crea una nuova formazione
teatrale. Anche se sofferente per problemi circolatori, dopo
qualche anno di assenza e grazie all'intervento di Turi Ferro
riappare al teatro e fa parte per tre stagioni dell'Ente Teatro
di Sicilia.
Virginia
Balestrieri, trapanese e figlia d'arte, entra nella Compagnia
di Giovanni Grasso e Mimì Aguglia a soli 17 anni. Si ricordano
soprattutto le sue rappresentazioni di Elsa Moro (in "Lu cavaleri
Pedagna" di Capuana), di Santuzza (in "La cavalleria Rusticana)
e della Gnà Pina de "La Lupa" di Verga. Nel 1914 ha un contratto
per la Compagnia di Giovanni Grasso junior che diventerà suo
marito l'anno dopo. Recita anche in film muti. L'attrice siciliana
va ricordata per la sua abilità, per la sua forza interpretativa
e per i suoi ruoli presso la Compagnia "Teatro Stabile" di
Catania.
L'attore
Lando Buzzanca è attore teatrale pirandelliano e cinematografico
con Germi, Lattuada, Risi, Pietrangeli e rappresenta la commedia
erotica negli anni '70, genere definito da una parte di critica
con termini poco felici ma che ha permesso all'attore palermitano
di creare dei personaggi-caricature e di rappresentare le
contraddizioni di un'epoca. Attore dalla notevole mimica,
figlio d'arte, appena ventenne si trasferisce a Roma dove
partecipa a vari spettacoli di prosa e di televisione. L'esordio
nel cinema avviene agli inizi degli anni '60. Grazie anche
agli autori già citati come Germi, Pietrangeli, Petri, Lattuada,
Zampa, Risi, Loy, De Sica, Mattoli, interpreta film come "Divorzio
all'italiana", "I giorni contati", "La
parmigiana", "Sedotta e abbandonata", "Il
magnifico cornuto", "Caccia alla volpe", "Don
Giovanni in Sicilia", "Le dolci signore".
Il
palermitano Pino Caruso, classe 1934, comincia la sua
carriera come direttore di scena al "Piccolo Teatro" di Palermo,
successivamente come attore drammatico e poi comico. Debutta
in teatro al "Piccolo di Palermo" nel 1957 prendendo parte
alla rappresentazione de "Il gioco delle parti" di Pirandello.
Dopo una parentesi romana nel 1962 presso la "Compagnia Emma
Grammatica" per la quale interpreta un piccolo ruolo nella
rappresentazione de "I sei personaggi in cerca d'autore" di
Pirandello, Caruso viene scritturato dal Teatro Stabile di
Catania. Come attore presso tale compagnia ha modo di scoprire
la sua reale vocazione per la comicità. Spesso ha lavorato
anche per spettacoli di cabaret. Nel 1965 si trasferisce a
Roma. Lavora per lo spettacolo "Il venditore di echi" di Dino
Gaetani grazie al quale è notato dal giornalista Luciano Cirri
che lo chiama al Bagaglino, ancora al suo nascere. E' il successo.
Lavora anche per il cinema e la televisione. A tal proposito
si ricordano i suoi lavori più recenti come la partecipazione
a "Ultimo" nel 1998 insieme a Raul Bova e allo sceneggiato
"I carabinieri" del 2002-2003.
La famiglia Carrara è una nota famiglia siciliana di
attori. Le prime notizie documentate su di essa risalgono
al 1866, anno in cui nasce Giuseppe, padre di Salvatore e
nonno di Tommaso detto Masi. Salvatore rappresenta l'ottava
generazione di tale famiglia. La nona generazione è quella
di Masi. Il nuovo ramo si distacca da quello paterno e si
fonde con i Laurini, facendo nascere la decima generazione,
quella di Armando (1949), Tino (1951) e Annalisa (1955). Questi
ultimi, nel 1975, fondano il Teatro La Piccionaia, portando
le tradizioni della commedia dell'arte siciliana nel ramo
veneto. Tra le varie attività si ricordano la fondazione del
Centro di formazione teatrale nel 1984, la rappresentazione
di "La buffa beffa del beffardo beffato" del 1989 e per la
regia di Armando C.
Giovanni
Grasso senior (Catania 1873-1930) va ricordato come un
grande attore tragico siciliano. Cominciò a lavorare col padre,
un celebre puparo. Inizia la sua carriera d'attore grazie
a Martoglio. Raccolse grandi successi con la "Zolfara" di
Giusti-Sinopoli, il "Berretto a sonagli", "Morte civile" di
Giacometti, e "Pietra su pietra" di Sudermann. Il suo più
celebre lavoro resta la "Cavalleria rusticana" dove interpreta
magistralmente compar Alfio. Attore impetuoso e passionale,
istintivo, nel recitare seguì principalmente la legge del
suo cuore. Tentò il cinema muto senza grossi meriti.
L'attore
Leo Gullotta (Catania, 1946) inizia la sua carriera
presso "Il teatro stabile" seguendo gli insegnamenti di Turi
Ferro e Salvo Randone e prendendo parte a numerose interpretazioni
come "L'isola dei pupi" del 1965, "Zio Vanja" del 1965 e "Sei
personaggi in cerca d'autore" del 1966. Amato per il suo carattere
comico e poliedrico, ottiene la fama grazie alle sue caricature
e travestimenti per alcuni programmi televisivi. È anche grazie
a grandi registi come Nanni Loy, che lo vuole per il suo film
"Il camorrista" del 1986, e Giuseppe Tornatore, che lo ingaggia
per "Nuovo cinema paradiso" nel 1988, che l'attore dimostra
pienamente le sue capacità artistiche.
Angelo
Musco (1872-1937) va ricordato per la sua capacità d'attraversare
i vari stati d'animo, per la proverbiale parlantina siciliana
e per la grande comicità e mimica. Inizia la sua carriera
come canzonettista dei teatri delle marionette. Nel 1899 entrò
nella compagnia di Giovanni Grasso senior: alla fine dello
spettacolo parodiava la tragedia interpretata da Grasso. Fa
parte anche dalla compagnia di Marinella Bragaglia. Nel 1914,
capocomico, presentò a Napoli la "Comica Compagnia Siciliana".
Inizia a farsi apprezzare dal pubblico e soprattutto dalla
critica al punto che i maggiori scrittori siciliani, da Pirandello
a Martoglio, scrissero per lui. Rosina Anselmi divenne sua
ideale compagna artistica. Nella sua carriera ha rappresentato
numerose commedie scritte da Martoglio, come "San Giovanni
Decollato" e "L'aria del continente", e da Pirandello come
"Pensaci, Giacomino!", "Liolà", "La giara". Per il cinema
interpretò ben undici film tra i quali "L'eredità dello zio
buon'anima", "L'aria del continente", "Lo smemorato", "Gatta
ci cova".
Tuccio
Musumeci nasce a Catania nel 1935. Inizia la sua carriera
teatrale lavorando nel varietà e nell'avanspettacolo ed ha
come compagno di lavoro Pippo Baudo. Gli anni difficili della
gavetta terminano quando Mario Giusti lo recluta per l'Ente
Teatro di Sicilia e con la partecipazione al Teatro Stabile
di Catania. Tra i suoi primi successi si ricordano le sue
partecipazioni a "Il berretto a sonagli" di Pirandello e "Il
controveleno" di Martoglio. Tra i suoi maggiori successi si
ricorda la rappresentazione di "Cronaca di un uomo" di Pippo
Fava e "Il Consiglio d'Egitto" di Sciascia. La sua teatralità
si ricorda soprattutto per la gestualità tipica di una marionetta
e per la sua comicità.
Turi
Ferro, (Catania, 1920-2001), acquisisce la sua formazione
teatrale dai classici e studiando la realtà che lo circonda.
Inizia giovanissimo a calcare i teatrini salesiani ed entra
a far parte della Compagnia teatrale "Brigata D' Arte Di Catania".
Successivamente è reclutato nella Compagnia Anselmi-Abruzzo.
Recita a livello professionistico alla fine degli anni 40
insieme alla moglie Ida Carrara e alla "Compagnia Rosso Di
San Secondo Roma". Il suo primo grande successo fu il "Liolà"
di Pirandello interpretato nel 1957, spettacolo che portò
alla nascita dell'Ente Teatro di Sicilia. Egli creò tale Ente
insieme alla moglie ed unendo i migliori attori teatrali siciliani
del momento come Michele Abruzzo, Rosina Anselmi e Umberto
Spadaro. E' tra i fondatori del Teatro Stabile di Catania
insieme a Michele Abruzzo, Mario Giusti e Umberto Spadaio.
Magistrale interprete delle opere di Pirandello, Sciascia,
Fava, Verga, Martoglio, Brancati, Camilleri e Rosso di San
Secondo, dimostra sempre le sue capacità di attore camaleontico.
Fu uno dei pochissimi attori teatrali ad essere diretto in
palcoscenico per la rappresentazione di "Carabinieri" da Roberto
Rossellini al Festival di Spoleto. Ha recitato anche in alcuni
film come "Io la conoscevo bene" del 1965 insieme a Ugo Tognazzi,
Stefania Sandrelli e Nino Manfredi, film diretto da Antonio
Pietrangeli. Nel 1961 è a fianco di Gian Maria Volonté nel
film "Un Uomo da Bruciare" diretto da Paolo e Vittorio Taviani.
I suoi colleghi, i suoi amici più cari ed i familiari lo ricordano
come un attore abilissimo che riusciva a catturare l'attenzione
del pubblico anche con piccoli gesti, come un professionista
esigente e competente e dal forte senso del teatro, qualità
innate che si sono raffinate durante la sua lunga carriera.
Guia
Jelo si ricorda come attrice versatile ed emozionante
e come interprete di film di impegno civile come "Ragazzi
fuori" di Marco Risi e "La scorta" di Ricky
Tognazzi e di fiction come "La Piovra 9" e "Il
Commissario Montalbano". Da artista completa che è, la
si ricorda come splendida interprete teatrale dei testi di
Pirandello, Verga, Martoglio, Rosso di San Secondo ed altri
ed anche come un'interprete apprezzata da registi del calibro
di Strehler, Suggelli e Manfrè.
Pippo
Pattavina (Siracusa, 1938), attore poliedrico ed espressivo,
inizia la sua carriera a soli 15 anni insieme a Tuccio Musumeci
e Pippo Baudo e come cantante ed imitatore dei personaggi
famosi. Il suo primo lavoro con la compagnia catanese "Teatro
Stabile" è lo spettacolo "L'isola dei pupi", un testo scritto
da Turi Ferro, Gerardo Farkas e R. Barbera. Tra i suoi maggiori
successi teatrali si ricordano "La violenza", "Dal tuo al
mio" e "I carabinieri".
Salvo
Randone inizia la sua carriera presso il Circolo Artistico
di Catania. Si afferma come attore con la Compagnia della
Commedia diretta da Cominetti. Fedele agli autori teatrali
classici del calibro di Shakespeare e Pirandello, incanta
le platee grazie alla sua capacità d'esaltare il mondo culturale
siciliano, per la sua fedele ricostruzione psicologica e l'ambiguità
che gli permette di rappresentare al meglio gli eroi pirandelliani.
Tra questi ultimi si ricorda soprattutto la sua rappresentazione
de "Il berretto a sonagli". Tra le sue rappresentazioni teatrali
più celebri si ricorda soprattutto quella dell'Otello di Shakespeare
insieme a Vittorio Gasmann. Egli fu un attore che riusciva
a vivere i suoi protagonisti, come un artista dal repertorio
vastissimo che spazia dai classici greci alla drammaturgia
contemporanea. Ciccino Sineri, discendente da una dinastia
di pupari e reale conservatore del teatro dialettale, è uno
degli attori storici catanesi. Conosciuto come "zio Ciccino",
interprete dell'episodio "La gita a Tindari" della serie televisiva
"Il commissario Montalbano" e del film di Paolo Virzì girato
a Toronto "Il mio nome è Tanino", ha rappresentato quasi tutti
i lavori teatrali degli autori siciliani. E' anche un attore
di sceneggiate napoletane come "Signora perdonatemi". Da giovane
ha recitato accanto a Giovanni Grasso Senior ed è stato membro
della compagnia di Giovanni Grasso Junior e Virginia Balestrieri
e di Michele lnsanguine. Sua compagna di vita e sul palcoscenico
è stata la compianta Sara Micalizzi.
Umberto
Spadaro, anche se nacque ad Ancona, è da considerarsi
siciliano perché proviene da una famiglia catanese. E' figlio
d'arte visto che i genitori recitavano con Giovanni Grasso
senior. Cresciuto con Turi Ferro, ha realizzato anche numerosi
film, anche se il teatro restò sempre la sua vera passione.
Risiedette parecchio tempo a Roma, ma rimase - egli stesso
lo ripeteva - catanese nel sangue. Alla sua morte, il Teatro
Stabile di Catania gli ha intitolato una scuola di recitazione.
Il Teatro stabile di Catania nasce alla scomparsa di
Angelo Musco, Nino Martoglio e Giovanni Grasso. La sua costituzione
ha alle spalle il famoso "Circolo d'Arte" costituito da uomini
illustri del calibro di Mario Giusti, Turi Ferro, Ida Carrara
e Umberto Spadaro. Fu istituito da uomini illustri del calibro
di Tanino Musumeci, Pietro Platania, Piero Corigliano, Umberto
Spadaro, Michele Abbruzzo. Col passare degli anni si aggiunsero
attori come Rosina Anselmi, Lindoro Colombo e la famiglia
Carrara. Tale circolo fu aiutato dal patrocinio dell'Ente
provinciale per il Turismo di Catania e dal sostegno economico
di alcuni enti pubblici come l'Assessorato Regionale per il
Turismo e l'Ente Teatro di Sicilia. Un felice connubio è determinato
dall'unione tra tale Compagnia e le opere di Leonardo Sciascia.
Si ricordano a tal proposito gli adattamenti teatrali dell'opera
"Il giorno della civetta" e "A ciascuno il suo" e la rappresentazione
della "Recitazione della controversia lipariana dedicata ad
A. D." La compagnia ha anche rappresentato le opere di Pippo
Fava. Due periodi di crisi per tale Teatro furono l'incendio
che distrusse il Teatro Musco nel dicembre 1972 e l'incendio
che distrusse il Teatro delle Muse nel 1981. La ripresa si
ebbe con l'inaugurazione del Teatro Verga il 3 dicembre 1981
e soprattutto grazie alla forte volontà dei componenti della
compagnia. I vari periodi di crisi del Teatro Stabile sono
ricompensati notevolmente dai numerosi riconoscimenti e premi
ricevuti in Italia e all'estero come il Premio Observer ricevuto
nel 1970 a Londra. Lo Stabile è un teatro impegnato e allo
stesso tempo popolare che non tralascia neanche i nuovi artisti
e le attività di ricerca e formazione garantita dalla Scuola
d'Arte drammatica Umberto Spadaio che si occupa di corsi triennali
gratuiti per i giovani fra i 18 e i 25 anni.
La Compagnia "Teatrino Ditirammu" del canto e tradizione
popolare di Palermo ha il sostegno della Comunità Europea.
E' stata inaugurata nello storico quartiere della Kalsa nel
1998. Tra i suoi fondatori e direttori ci sono Vito Parrinello
e Rosa Ristretta. Tra le maggiori rappresentazioni attuate
si ricordano "Nimmarò, il presepe raccontat", "Martorio, la
passione di Cristo" e "Smoking, fantasie di Viviani". I suoi
componenti hanno anche attuato dei laboratori per le scuole
riguardanti, ad esempio, il teatro d'improvvisazione.
La Cooperativa Teatro Nuovo nasce nel 1980 come tentativo
di recuperare delle tradizioni culturali siciliane. Inizia
con rappresentazioni teatrali di opere come "L'aria del continente"
di Martoglio, "Fiat Voluntas Dei" Di Macrì, "L'eredità dello
zio buonanima" di R. Giusti, "L'avvocato difensore" di A.
Morais. Rappresenta anche "Pensaci Giacomino" di Pirandello
e il dramma "La nemica" di D. Niccodemi. Dal 1985 organizza
la Rassegna Nazionale "Giovanetto di Mothia". Compagnia dalla
lunga produzione teatrale, partecipa a vari concorsi e rappresenta
numerosi spettacoli come "Il tacchino" di G. Feydeau, "La
Fortuna con la F maiuscola" di A. Curcio e E. De Filippo,
"Così è, se vi pare..." di L. Pirandello rappresentato nel
1992, "Chi è più felice de me?" di E. De Filippo nel 1993,
il lavoro di P. Riccora "Angelina mia" nel 1997, "La corda
pazza e la chiave civile, "Questo matrimonio non s'ha da fare"
di T. Spadaro. |